lunedì, 2 Novembre 2026

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Terzo Settore

Solitudine e isolamento, il disagio cresce tra i giovani: coinvolto il 64%

Un’indagine SWG evidenzia la fragilità delle reti sociali. Per il 73% degli italiani prevenire significa anche coltivare relazioni e mantenere una vita sociale attiva.

· Redazione · 2 min di lettura
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La prevenzione passa anche dalla qualità delle relazioni sociali. Ne è convinto il 73% degli italiani, mentre quasi uno su due nell’ultimo anno ha sperimentato solitudine o la sensazione di non poter contare sugli altri. Un disagio che diventa ancora più evidente tra i giovani: il 64% dichiara di essersi sentito solo, isolato o escluso.

È il quadro tracciato dall’indagine SWG “La consapevolezza e il valore della prevenzione sociale”, presentata da Acri e Assifero in occasione della quattordicesima Giornata Europea delle Fondazioni. Per il 66% degli intervistati la prevenzione comprende anche la disponibilità di spazi di aggregazione e laboratori educativi rivolti ai giovani; il 64% indica il sostegno alle persone fragili e il 61% la partecipazione ad attività culturali, ricreative o di volontariato.

La ricerca segnala, tuttavia, reti sociali indebolite: il 48% degli italiani afferma di avere avvertito, nell’ultimo anno, la mancanza di persone sulle quali poter contare. Per il 51% la socialità rappresenta inoltre un bene collettivo, la cui perdita finisce per rendere più fragile l’intera comunità.

Il principale ostacolo alla partecipazione resta il tempo: il 37% cita la scarsità di ore libere e il 27% orari incompatibili, mentre soltanto il 7% indica i costi.

A questi bisogni prova a rispondere la campagna “Chi ben comincia. La comunità che previene”, che riunisce oltre 150 progetti in Italia sostenuti da Fondazioni ed enti filantropici e realizzati dal Terzo settore. Le iniziative puntano su socialità, ascolto e inclusione, con interventi rivolti a giovani, anziani, famiglie e caregiver.

«La prevenzione è nel cuore dell’azione delle Fondazioni», afferma il presidente di Acri Giovanni Azzone, sottolineando la necessità di intervenire perché «le fragilità di oggi non diventino le disuguaglianze di domani». Ogni anno le Fondazioni italiane destinano quasi 2 miliardi di euro a welfare, cultura, educazione e ricerca; l’80% delle risorse va alle organizzazioni del Terzo settore.